Assocounseling e il Valleri: a cosa servono?
Assocounseling e il Valleri: a cosa servono?
Assocounseling e il Valleri: a cosa servono?

Il Presidente UNIPSI, dr. Guido A. Morina

Assocounseling e il Valleri: a cosa servono? 

Ormai da circa vent’anni  il counseling si è trasformato da modalità di conduzione della relazione d’aiuto secondo una visione olistica volta alla ricerca del benessere e della qualità della vita (“a good life”), non medica, non psicologica, non psicoterapeutica e neppure inserita all’interno dell’ambito sanitario, in un illusorio sbocco lavorativo per coloro che, non abilitati per legge alla pratica della psicologia e della psicoterapia, vorrebbero comunque svolgere un’attività affine camuffando una psicoterapia breve in attività di Counseling.

Le associazioni di categoria che vorrebbero rappresentare il Counseling in Italia sono molte e nessuna di esse è stata in grado di definire sotto quali aspetti il Counseling tradizionale si differenzi dalla psicoterapia e dal sostegno psicologico. A nostro parere, si tratta di semplici strategie commerciali per illudere gli aspiranti counselor circa una possibile futura regolamentazione della professione, parallela a quella dello psicoterapeuta, attribuendo ad essi, fin d’ora, una sorta di qualche “riconoscimento” che li illuda circa la legittimità della loro professione.

Non per niente, l’opera del suo Presidente, tal Valleri,  ha condotto la prima e unica associazione che ha cercato di inserirsi nell’elenco delle associazioni di categoria di cui alla legge numero quattro del 2013  ad essere clamorosamente esclusa. Non per questioni formali, ma proprio perché Assocounseling e il Valleri non sono riusciti, in oltre 10 anni di attività fondamentalmente rivolta alla realizzazione e celebrazione di eventi, conferenze, assemblee, simposi, a definire il loro Counseling come qualcosa di diverso dalla  psicoterapia (anzi, non sono neppure riusciti a definirlo, prendendosi gioco di coloro che, come il Comitato scientifico UNIPSI, ben prima di loro aveva elaborato impianto teorico, metodologico e deontologico del counseling psicobiologico come disciplina autonoma, non sanitaria e non psicologica).

Esattamente quello che l’Ordine degli psicologi ma anche molte associazioni, come la nostra, ripetevano  da anni, derisi con spocchia e saccenza da questo personaggio.

In tutti questi anni, il Counseling tradizionale non ha fatto un solo passo avanti nella definizione del suo ruolo e dei suoi ambiti e limiti di competenza. Ciò nonostante, innumerevoli associazioni di categoria continuano ad accreditarsi agli occhi degli sprovveduti cittadini come aventi un qualche titolo per legittimare l’esercizio della professione di Counseling, titolo che, spesso ingannevolmente, viene riconosciuto soltanto a coloro che entrino a far parte (versando un sostanzioso contributo annuale) di tali associazioni di categoria, con esclusione, quindi, di tutti gli altri.

 Per approfondire il nostro punto di vista: cliccare qui

http://www.naturopatiatorino.org/assocounseling-e-il-valleri-a-cosa-servono.html

http://www.naturopatiatorino.org/diventare-counselor-cio-che-non-vi-dicono-facciamo-chiarezza.html

Condividi :