Counseling consulenza del benessere
Counseling consulenza del benessere

Counseling consulenza del benessere, non medicina

Con ossessiva monotonia rileviamo come la Direzione delle Scuole di Counseling tradizionale faccia capo a medici o psicoterapeuti (persino la scuola di counseling filosofico ha come suo Presidente un medico psichiatra: troppo bizzarro che fosse un filosofo?), e come il richiamo al mondo sanitario, alle patologie, alle Asl, agli interventi clinici, alla sofferenza costituiscano i termini di riferimento più utilizzati nella promozione della loro attività di formazione.

Il counseling non è tutto questo. La cura di patologie e disturbi fisici e psichici è, ovviamente, di fondamentale importanza e ad essa sono preposti medici e psicoterapeuti appositamente formati e abilitati allo scopo. Il Counseling è un’altra cosa e non ha assolutamente nulla a che vedere con il sostegno psicologico, le cure in ambiente sanitario, i disturbi psichici, le diagnosi e la cura di patologie. È deprimente e sconsolante osservare come la mentalità medica e psicoterapeutica cerchi di invadere anche l’ambito della cura della salute e del benessere, contaminandolo con la sua ossessiva attenzione ai soli aspetti negativi della vita, alla sofferenza, alla malattia, alla diagnosi a tutti i costi, alle etichette diagnostiche, alle prescrizioni terapeutiche, alle anomalie di comportamento, ai disturbi, al dolore, al male, al peccato in tutte le sue forme.

counseling consulenza del benessereQuesta – se ci si passa l’orrendo termine – “medicalizzazione” del counseling e delle scienze che si occupano di salute di benessere, e non di malattia, suona come una sorta di crociata che fa leva sulle paure e sulle emozioni più recondite di ogni essere umano, per convincerlo ad affidare la sua vita alla classe medica e, specialmente, che la vita non è nient’altro che una malattia degenerativa, incurabile, inevitabile, a trasmissione sessuale.
Basta leggere i programmi delle scuole tradizionali di counseling guidate da medici e psicoterapeuti, per trovarsi  scaraventati in un mondo dove non esiste la gioia, il benessere, la cura del corpo, della mente e dello spirito, l’amore per la conoscenza, per l’arte, per le relazioni positive con il prossimo. Scorrendo i loro programmi ci si trova di fronte a una visione dell’esistenza drammatica, esclusivamente costituita di disagio, di sofferenza psicologica, di ansia, di depressione, di fobie, di malattie psicosomatiche, di negatività. Andare a scovare ovunque il male è sempre stata l’occupazione preferita della medicina e della psicoterapia.
Promuovere il bene, la salute, il benessere, aiutare le persone a migliorare la qualità della loro vita e assisterli nella ricerca della felicità, è un compito che a medici e psicoterapeuti appare una sorta di bestemmia o di sacrilegio.  E allora perché ridurre anche il counseling a una ennesima forma di cura di patologie? Non sono più che sufficienti, a questo scopo, le decine di migliaia di medici e psicoterapeuti,  addestrati e formati per diagnosticare e curare la sofferenza umana,  In tutte le sue forme? Dalla loro parte, come dicevamo, c’è l’attrazione della parte più debole di ciascuno di noi verso il male,  ma far leva sulla debolezza umana non ci rende più forti. Così come milioni di persone assistono rapite a interminabili trasmissioni televisive che vanno a scandagliare in episodi di delitti orrendi, di omicidi, di violenze di ogni tipo, così quelle stesse persone cercano di esorcizzare la loro paura di vivere e la loro fragilità psicologica cercando di conoscere il male per sterminarlo senza chiedersi mai quale possa essere il suo significato. Che tutto questo avvenga nel mondo della medicina e della psicoterapia, mondo nel quale non riesce a fare capolino l’idea che la prevenzione, l’educazione, la promozione della salute debbano accompagnarsi alla necessaria cura delle malattie, è comprensibile.

Ma che la mentalità medica orientata alla lotta al male a tutti i costi cerchi di sopraffare anche la naturale tendenza delle persone sane a cercare di mantenere e migliorare la loro condizioni di salute psicofisica, costringendole a interessarsi solo ed esclusivamente agli aspetti negativi della vita, è quanto meno inquietante. Dal canto nostro, come facciamo da vent’anni, cercheremo di usare le armi della conoscenza, della consapevolezza, della volontà del cambiamento, per aiutare le persone a comprendere che solo orientando il loro sguardo verso la salute e la ricerca della felicità è possibile vivere una vita degna di essere vissuta.  La cura della nostra salute è il modo migliore, tra l’altro, per tenere lontana la malattia e la sofferenza.

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