Counseling e falsa spiritualità- Scuola Superiore di Counseling In Psicologia della Salute.
Counseling e falsa spiritualità- Scuola Superiore di Counseling In Psicologia della Salute.

“La scienza, ove non sia retta da un principio superiore, cede senza resistenza i suoi segreti alla tecnica smisuratamente cresciuta e animata da spirito commerciale.”

J. Huizinga, La crisi della civiltà, 1937

Si veda in proposito, tra le migliaia di siti sull’argomento:

http://www.scuolasuperiorecounseling.it/
http://www.associazioneangeli.it/naturopatia.htm
http://www.counselingpsicosintetico.org/
http://www.massimoumax.it.gg/Scuola-Corsi-di-Naturopatia-Olistica.htm

La ricerca di spiritualità, che resiste al processo di secolarizzazione in atto nella società globale, quando non si configura come ricerca razionale e scientifica rivolta a tutto ciò che non conosciamo, si traduce in una drammatica fuga dalla realtà. Da alcuni decenni assistiamo a un revival religioso che assume le forme della spiritualità new age, della moda della meditazione, dello Yoga e del buddismo, del ricorso a sistemi di cura assurdi, ridicoli e pericolosi per la salute mentale di chi si sottopone ad essi, popolati di angeli custodi cattolici, di dei pagani o induisti, di energie astrologiche,  di richiami esoterici alla moda. Basta dare un’occhiata rapida ad alcune tra le migliaia di siti in circolazione per rendersi conto della povertà delle migliaia di proposte di tecniche di guarigione, spesso pilotate ad arte da sempre nuovi guru e santoni, perlopiù rispondenti a una sola esigenza: affidarsi anima e corpo a qualche figura carismatica, a una filosofia spesso spicciola che promette il paradiso in terra, a rimedi e tecniche di cura sempre nuovi, in modo da sfuggire la ricerca di sè.

Una delle caratteristiche più interessanti, per chi osserva il fenomeno sotto il profilo psicosociale, di queste scuole e associazioni votate alla ricerca della guarigione spirituale, è la loro riproposizione al pubblico sotto forma e sostanza di sette religiose, depositarie di verità indiscutibili in contrapposizione violenta col resto del mondo. Intolleranza, ignoranza, arroganza, totale assenza di spirito critico, fondamentalismo si fondono per costruire l’immagine di queste organizzazioni. Da un lato, infatti, esse proclamano ad ogni piè sospinto il loro amore universale, la necessità della tolleranza e del confronto democratico delle idee, dall’altra, come ci è tristemente capitato, alcune di esse sono pronte a minacciare tutti coloro che esprimano dissenso sulle loro idee e iniziative di celebrazione di sacri rituali. Segni e sintomi di rivelazione divina, simboli esoterici o religiosi, tutto serve a creare un mondo a se stante, che non deve avere contatti con gli infedeli, chiudendosi in sè e considerando attentati alla propria sopravvivenza tutte le manifestazioni di dissenso culturale nei confronti del fenomeno che essi rappresentano. Ci spiace non poter citare neppure i nomi di alcune di queste organizzazioni ispirate all’amore per il prossimo, le quali ci impediscono persino di nominarle, ritenendosi diffamate dalle nostre idee, e ritenendosi diffamate per il fatto di essere solamente citate in questo nostro articolo (considerare diffamazione, tale da giustificare una querela, la libera e costituzionalmente garantita espressione di opinioni, è indice di una arroganza religiosa pericolosissima).

Le sette in questione, infatti, vivono talmente al di fuori della realtà, da rifiutare persino i principi costituzionali fondamentali della convivenza civile, quelli che permettono a chiunque, in un paese democratico, di esprimere le proprie opinioni e la propria critica. La loro spiritualità, invece, si manifesta col ritiro dal mondo nella riproposizione di rituali e nell’adorazione pagana della natura, ed è caratterizzata da una mentalità tipicamente inquisitoria, sempre pronta a denunciare chi manifesti il suo legittimo dissenso, con la pretestuosa e ridicola intimidazione di azioni legali. Si pensi a quale tipo di mondo queste organizzazioni vorrebbero realizzare, e si rabbrividisca insieme: un mondo ideale che richiama sempre, ossessivamente, il passato, e dove tutto, a cominciare dai semplici gesti della vita quotidiana, deve rispondere a un ideale di armonia con le forze dell’amore universale, e la vita è scandita dalla celebrazione ossessiva di rituali per ogni occasione: i cicli della natura, le manifestazioni e i fenomeni naturali, la recitazione di preghiere, mantra, le letture collettive di invocazioni agli astri e alle diverse divinità, i riti di guarigione. I loro seguaci vogliono essere lasciati in pace: non è possibile nè qui nè altrove, esprimere la propria opinione perchè sempre ritenuta, a prescindere, diffamatoria. Lasciamoli quindi nel loro piccolo mondo magico dove la razionalità e il confronto delle idee non devono fare ingresso, fatto di ignoranza e di rifiuto per il progresso della conoscenza e della scienza, ma cerchiamo, come counselor, di conoscere il fenomeno (senza citarli mai, altrimenti minacciano una querela!) e lavoriamo per fare in modo che le persone possano leggere queste manifestazioni di regressione come espressione di un disagio psicologico e non solo di folklore e di mentalità contadina medievale.

Quanto al rapporto con la medicina, l’approccio scientifico del Counselor alla persona del suo cliente, a differenza di quello del medico, non è ispirato al principio della ricerca di segni e sintomi che consentano una classificazione del disturbo. Anzi, esso prescinde totalmente da questa necessità di classificazione e persino da una psicodiagnosi, concentrandosi esclusivamente sulla relazione, estesa all’ambiente condiviso dai partecipanti ad essa.

Il fatto che l’attività di Counseling non debba avere come obiettivo la “misurazione” scientifica del disturbo del cliente, però, non autorizza a concepire tale attività professionale come una qualsiasi pratica New Age o di banale condivisione di emozioni, così come viene spesso intesa. Tantomeno la relazione può essere inquadrata, a nostro parere, nell’ottica trascendente e mistica della relazione con entità superiori. Il Counseling in Psicologia della Salute nega la necessità di riferirsi alla trascendenza di tipo spirituale, e richiede invece che la relazione d’aiuto sia collocata all’interno di un contesto in cui razionalità e scientificità dell’approccio si sposino con una visione della vita che abbia un senso razionale, non certo religioso. (Si veda, in proposito, la differenza di approccio tra scuole di counseling psicosintetico rivolte alla formazione professionale e competente, e quelle orientate al più banale spiritualismo alla moda in: http://www.psicologia-psicoterapia.it/master-corsi/sipt/corsi-counseling-professionista-firenze.html;  http://www.counselingpsicosintetico.org/;  http://www.scuolasuperiorecounseling.it/.
Il Counseling in Psicologia della Salute, contrariamente a quanto si può superficialmente credere, non esclude, anzi esalta la dimensione non razionale, inconscia, misteriosa  della vita, ma non certo per celebrarla con riti pagani o ispirati a religioni orientali, quanto riconoscendo, se si vuole, il “divino” all’interno del tutto, e immergendosi in questa dimensione globale senza pregiudizi ideologici o religiosi, ma utilizzando solo tutte le caratteristiche della natura umana, filtrate e controllate dalla razionalità. Il sogno, il sentimento, la fantasia, l’emozione irrefrenabile e sconvolgente sono tutti aspetti che devono entrare nella relazione, ma ai quali il counselor deve dare un significato condiviso col cliente, senza indottrinarlo circa spiegazioni pseudospirituali. Esiste un patrimonio comune e condiviso, ai diversi livelli in cui si manifestano le diverse forme di vita. E’ a questo che il counselor deve rivolgere la sua attenzione, perché sono i principi e i valori che legano la vita nelle sue diverse espressioni a dare un possibile senso alla vita di ciascuno, non certo l’adesione a fedi o ipotesi spacciate come “rivelazioni.

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