Counseling in Psicobiologia della Salute: la cura della mente e dello spirito.
Counseling in Psicobiologia della Salute: la cura della mente e dello spirito.

In Psicobiologia del comportamento distinguiamo il concetto di mente da quello di spirito per sottolineare la differenza tra l’insieme dei processi psichici e dei loro correlati neurali rispetto alla componente ancora sostanzialmente ignota della psiche, e cioè quella che, in termini più rigorosamente scientifici, viene abitualmente definita come “coscienza”. E’ ad essa, in effetti, che facciamo riferimento anche nel linguaggio comune quando vogliamo definire in qualche modo la tendenza tipicamente umana a porsi degli interrogativi e a cercare una risposta ad essi. Se quest’ultima emerge dall’osservazione razionale della realtà, essa entra a far parte del patrimonio di conoscenze condivise che va sotto il nome di “scienza”. Quando invece la risposta che elaboriamo nasce dalla necessità di esorcizzare in qualunque modo, se pur illusorio, la paura dell’ignoto, essa può prendere due direzioni: la prima è quella della ricerca, scientifica o filosofica, che procede per piccoli passi e con risultati non sempre incoraggianti. La seconda è quella della spiritualità in  senso stretto, la quale riconosce sempre, sostanzialmente, l’esistenza di una non dimostrabile e non definibile entità superiore, e cerca di attenuare la paura della morte e del dolore attraverso la costruzione di ipotesi plausibili, ma completamente staccate dalla realtà e dalla dimostrazione empirica. A differenza che nella ricerca, scientifica e filosofica, queste ipotesi, infatti, non restano tali, oggetto di speculazione e di tentativi di falsificazione, ma diventano un simulacro di realtà, con la quale entrare in contatto con strumenti diversi dalla ragione e dal confronto delle idee, ma solo con la fede.

Come accennavamo, la differenza tra mente e spirito non risiede, secondo la psicobiologia, in una loro realtà ontologicamente ed epistemologicamente diversa, ma più semplicemente nel fatto che il piano mentale è quello che è oggetto di osservazione e misurazione scientifica, mentre quello spirituale sfugge per sua natura a questi tentativi di riduzionismo scientifico. Quello che per le religioni è lo spirito è per noi semplicemente la coscienza, e cioè quel processo emergente a partire dai nostri processi mentali, attraverso il quale gli esseri umani possono cogliere la realtà della loro esistenza e di quella del mondo circostante. Si tratta di una elevazione rispetto al livello animale che è propria dell’uomo e frutto dell’evoluzione, mentre secondo i credenti, essa è un dono di Dio, del quale dovremmo essere riconoscenti. E’ la coscienza che, utilizzando i nostri processi mentali, si interroga sul significato della vita e crea un insieme di valori e di norme che vanno sotto il nome di “etica”. E’ sempre la coscienza quella che spinge i nostri processi mentali verso l’analisi di ciò che non si conosce, e che, nelle coscienze più evolute e coraggiose, rifiuta l’illusione della fede per rivolgere tutta la sua attenzione all’analisi e alla sintesi fondate sulla ragione e sul rispetto del prossimo.

Non può esistere la salute in senso globale se continuiamo a separare la sfera fisica da quella immateriale, se la medicina continua ad occuparsi soltanto di malattie organiche e non di salute, e la psicologia di disturbi mentali e non della cura del corpo, accanto a quella della mente.

Il counseling in Psicologia della Salute, quindi, enfatizza l’importanza della reciproca influenza tra i due piani, quello fisico e quello psicologico, informando il cliente circa la necessità biologica e psichica di prendersi cura del corpo insieme alla mente, e di dedicare sempre un piccolo spazio nella propria vita per riflettere su di essa.

La mente si cura alimentandola e fornendole con affetto ciò di cui ha bisogno: dati, informazioni, notizie da elaborare per produrre sempre migliori strategie di adattamento alle modificazioni dell’ambiente. Lo spirito richiede invece che questo piano razionale si intersechi e si fonda con quello irrazionale, fatto di ricordi, di emozioni e sentimenti, di vita affettiva e relazionale.

La mente si trova a suo agio quando può processare informazioni, perchè è per questo specifico scopo che essa è nata e si è sviluppata. Il counselor ha il compito di mettere a disposizione del suo cliente tutti gli strumenti che gli consentano di fare buon uso della mente, indirizzandolo verso un percorso di crescita di conoscenza e consapevolezza. Ogni stimolo, purchè sia tale e richieda  impegno attivo e partecipazione, è utile, e va ricercato e fruito nella maniera corretta, secondo una progressione individualizzata, che tenga cioè conto degli interessi, ma anche del livello culturale e cognitivo della persona.

Quanto allo spirito, esso richiede una mente aperta, vigile e attiva, unita alla salute del corpo, per poter esplorare con fiducia e sicurezza nelle proprie capacità l’ambiente circostante. Non l’adesione a dogmi, nè la scelta della via più facile per la conoscenza, ma il cammino irto di difficoltà e di pericoli che ognuno deve condurre da solo, sotto la propria responsabilità, ma che beneficia sempre del valore del confronto e della fusione tra coscienze, le quali, magari da posizioni diverse, cerchino continuamente ciò che unisce e semplifica. In questo senso, lo straordinario valore dell’integrazione tra corpo, mente e spirito, e la cura di questi aspetti assume un significato fondamentale per la vita, perchè attraverso la crescita della conoscenza è possibile giungere a uno sviluppo della coscienza collettiva. Solo la condivisione dei progressi di ognuno, resi possibili dalla cura di tutte le componenti umane, permette una reale evoluzione nella direzione della qualità della vita di tutti.

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