Counseling in Psicologia della Salute: la cura della mente.
Counseling in Psicologia della Salute: la cura della mente.

Il Counseling in Psicologia della Salute analizza la storia di vita del cliente valutando le caratteristiche fondamentali di equilibrio tra le sue componenti. Nessun aiuto potrà venire dalla consulenza se lo stile di vita del cliente, nel quale si inserisce il suo problema contingente, non viene criticamente valutato in un gioco di rimandi, di impressioni, analisi razionali, intuizioni che counselor e cliente si restituiscono reciprocamente.
La qualità della vita non dipende, secondo i principi della psicobiologia, dalla sola condizione di salute o di benessere della nostra parte “organica” cioè del corpo (come vorrebbe la medicina allopatica), nè quest’ultimo può essere semplicisticamente visto come dipendente dalla sfera psichica ed emozionale, come è di moda tra i seguaci di ingenue teorie di psicosomatica, meta medicina, new age ( e anche di alcune scuole di Counseling).

Per il Counseling che si ispira ai principi della psicobiologia, il problema della dipendenza gerarchica delle diverse componenti della salute non si pone neppure. Mente, corpo e spirito sono solo diverse sfaccettature della stessa, unica entità: la vita. Che il disagio, il malessere, la lesione tissutale o l’alterazione di qualche processo biochimico o psichico si influenzino vicendevolmente insieme alle infinite variabili con cui la nostra vita si trova a interagire continuamente, è un dato che mette ormai d’accordo neuroscienziati, psicologi, medici, fisici, filosofi e mistici.

Ma come può la mente, in pratica, influire sulla nostra condizione generale di salute e di benessere? E come possiamo migliorare la qualità della nostra vita per quanto riguarda in particolare la sfera mentale?

La risposta è di una semplicità disarmante: allenandola, cioè tenendola sempre in esercizio. La nostra mente è nata e si è sviluppata in milioni di anni per rispondere a una esigenza fondamentale: organizzare al meglio il monitoraggio dell’ambiente per consentirci la risposta adattiva più appropriata in termini di sopravvivenza. Oggi questo bisogno si estende a comprendere la salvaguardia del patrimonio culturale e la sua “sopravvivenza” ai fini della trasmissione al maggior numero di individui possibile e alle generazioni future. La mente “funziona” al meglio solo se viene continuamente solelcitata da stiimoli interni ed esterni, perchè la sua stessa natura (e funzione) originale consiste nel permetterci di conoscere e riconoscere la realtà di cui facciamo parte. Per questo motivo nutriamo seri dubbi circa l’utilità di pratiche come la meditazione, che tendono ad imporre un annullamento delle funzioni della mente che non si capsice quale beneficio possa condurre, dal momento che se esso viene ricondotto al rilassamento e e alle conseguenze che da esso derivano, è probabile che molte altre attività umane, più intelligenti e costruttive che stare immobili senza far niente, svolgano almeno altrettanto bene la stessa funzione.

La mente si esercita non soltanto attivandola in tutte le sue attività più “tradizionali” come leggere, studiare, ideare o riflettere. La mente si mantiene giovane se sottoposta a sempre nuovi stimoli, se le permettiamo di esplorare l’ambiente e di rischiare di imbattersi in fenomeni sconosciuti. Le tradizioni, i rituali, il continuo e sterile riferimento al passato non servono a nulla, ai fini del miglioramento della condizione di salute della mente. Essa ha bisogno di lavorare con i dati a disposizione nel presente per costruire il futuro. Quindi, possiamo riassumere, in maniera efficace, se pur approssimativa, le attività utili alla salute e alla cura della mente nelle seguenti:

  • studio, lettura  e fruizione di nuovi argomenti di conoscenza e di esperienza
  • ricerca di stimoli nuovi e potenzialmente forieri di cambiamento
  • uso del senso critico nei confronti della realtà
  • destrutturazione delle abitudini e dei rituali
  • creatività e fantasia lasciate libere di spaziare il più possibile, e applicazione dei relativi prodotti di ingegno in termini fruibili da tutti
  • uso del pensiero logico-matematico nella descrizione della realtà materiale e osservabile
  • continua discriminazione e selezione delle attività degne di attenzione rispetto a quelle inutili e ripetitive
  • sviluppo del senso del meraviglioso a fianco di quello critico
  • sviluppo della capacità di ricercare e di fruire di ogni piacere dell’esistenza mantenendo separati il piano razionale da quello legato alla sfera emozionale e istintiva, ma non permettendo che quest’ultima prenda il sopravvento.

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