Counseling in Psicologia della Salute: vita affettiva e relazionale
Counseling in Psicologia della Salute: vita affettiva e relazionale

Che l’uomo sia un animale socievole è una considerazione che risale ufficialmente ad Aristotele, ma che non richiede particolari capacità di osservazione, nè competenze psicologiche e sociali. Eppure, medicina scientifica e alternativa, psicologia e counseling, sembrano concepire la vita di relazione solo se, e nella misura in cui, essa procura disagio, malessere, conflitti o patologie. La medicina si occupa della sessualità, per esempio, solo nel senso dello studio e della cura delle malattie (su base organica) ad essa connessa, mentre psicologia e counseling sembrano anch’esse orientate all’ analisi e alla cura della sessualità come se questa fosse una malattia, e non una parte fondamentale (e priva di per sè di valenza negativa) della vita delle persone. Ciò vale anche per la vita sociale, oggetto di interesse per le discipline che si occupano di salute solo se la sua conduzione genera malattie o disturbi, nonostante la celeberrima dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel lontano 1948, avesse già richiesto l’attenzione per la sfera sociale come elemento indispensabile per la salute. La vita di relazione, in famiglia, tra amici, sul lavoro o nello svago, assume una fondamentale importanza ai fini della cura del benessere e della qualità della vita solo nel Counseling in Psicologia della Salute, unica disciplina che si occupa di relazione d’aiuto nell’ottica della promozione di comportamenti e atteggiamenti di promozione della salute, e non di cura di situazioni negative.

Condivisione, cooperazione, solidarietà, sono alcuni tra i tanti termini che si riferiscono al bisogno fondamentale dell’uomo di vivere la propria vita in armonia con se stesso e con gli altri. Nessuna emozione o sentimento positivo è tale pienamente se non può essere condiviso con il nostro prossimo, e specialmente con chi si ama.

L’amicizia, l’amore, la vita sessuale e relazionale in genere, sono state le molle che hanno permesso l’evoluzione della nostra specie, perchè nulla, ma proprio nulla di costruttivo e duraturo può nascere nella solitudine  e nell’opera o nell’azione individuale non condivisa. A partire dalla stessa storia evolutiva della vita ci rendiamo facilmente conto come ogni forma di vita si sia sviluppata soltanto integrando, condividendo o distribuendo risorse in interazione con l’ambiente, a cominciare dai microorganismi per arrivare all’uomo. Lo sviluppo della cultura, delle idee e della scienza ha ricevuto il necessario impulso dalla cooperazione, dal confronto e dalla condivisione, perchè , se il tutto è superiore alla somma delle parti, pur tuttavia esso si forma soltanto attraverso contributi di diversa provenienza, ma tutti uniti da un fine comune.

Il Counseling in Psicologia della Salute pone quindi particolare attenzione alla consulenza in quest’ambito così trascurato dalle altre discipline, informando il cliente sulla opportunità  e la necessità di aprire la propria vita al prossimo, di scegliere con attenzione e criteri precisi le proprie frequentazioni, di vivere la vita affettiva e sessuale con la massima intensità possibile. Ogni relazione instaurata con consapevolezza pretende però un prezzo ad ogni partecipante: ognuno deve cioè essere disposto a cedere qualcosa di sè in cambio di ciò che riceve, sia esso affetto, informazioni, emozioni o sentimenti. Per questo motivo nella vita di relazione entrano in gioco elementi di disturbo, che rimandano alla necessità biologica di soddisfacimento di altri bisogni primari, come la protezione e la sicurezza, l’appartenenza a un gruppo, il riconoscimento e la stima degli altri. A questo punto l’esistenza quotidiana si carica di elementi estranei, che costringono la persona a un continuo e sterile rimuginio e avvitamento sugli stessi problemi, alla ricerca di ciò che il Counselor deve aiutare a trovare, e cioè un equilibrio individuale tra bisogni, aspettative, valori e mete sociali. Per vivere una vita socialmente soddisfacente, quindi, è innanzitutto necessario comprendere chiaramente quali siano le proprie risorse ed esigenze individuali, e cercare di contemperare il loro soddisfacimento con quelle che la vita stessa ci impone.

Questo obiettivo si raggiunge soltanto attraverso la comunicazione empatica: infatti, si consideri che la qualità della vita non può neppure definirsi sufficiente  quando la persona non ha la possibilità di comunicare con altri il proprio stato d’animo, di ricevere consolazione e conforto, informazioni, critiche o suggerimenti.

L’invito che il counselor fa al suo cliente non consiste, però, nel coltivare i rapporti umani e sociali senza senso critico e senza discriminazioni. Anzi. E’ di fondamentale importanza selezionare con attenzione i propri contatti  e coltivare solo quelle relazioni con coloro che siano in sintonia con i principi fondamentali  su cui si regge il nostro stile di vita. Il che non significa, ovvimente, che perchè si abbia una attività relazionale, a qualunque livello, sia indispensabilie una assoluta condivisione di vedute e di intersssi, ma solo che i “fondamentali” della relazione siano ben chiari e si reggano su principi fondamentalmente condivisi.

Su questa base, fondata su valori condivisi, e non sull’esigenza di scaricare i propri problemi sul prossimo (definendolo come “amico” a nostro esclusivo uso e consumo), il soddisfacimento del bisogno di affetto e di appartenenza, nell’incrementare fiducia e autostima, permette così di affrontare con maggiore equilibrio le sfide che vengono da posizioni contrastanti con le proprie, se solo si riesce a trovare almeno un elemento comune condiviso che possa costituire quella base sicura di partenza per costruire un dialogo costruttivo. L’amicizia e le relazioni sociali in genere non sono imposte da nessuno e vanno scelte per ciò che possono dare in termini di crescita reciproca, e non solo perchè permettono soltanto di passare un pò di tempo in allegria e spensieratezza. Il tempo a disposizione di ognuno di noi per coltivare le relazioni con gli altri è così limitato che occorre dedicarlo a persone ed attività interesanti e produttive di esperienza reale. A nulla serve concepire l’amicizia come uno strumento per scambiarsi semplici opinioni, informazioni, pettegolezzi, lamentele, o come scarico di stress. Se il rapporto umano si esaurisce in questa forma di sfruttamento inconsapevole del ruolo dell’altro come valvola di sfogo, se si riduce alla cessione reciproca, ma senza partecipazione effettiva, di informazioni circa la propria condizione di salute, economica o lavorativa, è chiaro che da esso non potrà nascere nulla di solido sul piano dell’affettività e della crescita. Basterà una piccola incomprensione, un rifiuto, un disinteresse magari erroneamente interpretato per la propria situazione, ed ecco che il bisogno primario di affetto, di protezione, di appartenenza viene ad essere messo in discussione causandoci una condizione di paura e di stress insopprimibile. Iniziano così le incomprensioni, le richieste di “chiarimenti”, le recriminazioni e le critiche. Tutti elementi che non avrebbero ragione di esistere se la relazione si fosse fondata fin dal principio sulla consapevolezza.

La Scuola Superiore di Counseling in Psicologia della Salute introduce quindi alla conoscenza di questa modalità di approccio al cliente, per aiutarlo a chiarire i termini del suo problema, anche sul piano relazionale, rendendolo consapevole che la radice di ogni disagio è da ricercare, prima di tutto, nella nostra storia biologica ed evolutiva, e in una condizione di bisogno soggettivamente percepita e non soddisfatta nè compresa. In termini ancora più pratici, la consulenza naturopatica informerà il cliente circa i possibili benefici di una sana e corretta vita relazionale, ottenibili attraverso i seguenti atteggiamenti e comportamenti:

  • conoscenza di se stessi, come base per la conoscenza del prossimo: bisogni, motivazioni e valori che ci muovono e condizionano.
  • coltivazione di amicizie in termini qualitativi e non quantitativi
  • condivisione di esperienze, di riflessioni, di sentimenti , di idee e di informazioni UTILI e non futili.
  • vita di relazione fondata sulla ricerca di conoscenza, di stimoli e di esperienze , vissute con piena partecipazione affettiva ed emozionale
  • vita sessuale il più possibile libera e intensa, secondo la propria naturale propensione,  nel rispetto del partner e del prossimo

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