Diploma annuale
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Counseling in Psicobiologia: consapevolezza e sviluppo del proprio ruolo e responsabilità verso il prossimo

Counseling in psicobiologia

La Scuola superiore di Counseling ad indirizzo psicobiologico eroga in modalità a distanza il corso di Counseling ad indirizzo psicobiologico di durata triennale ma, previa autocertificazione, riducibile in base alle capacità e competenze dell’allievo.
La scuola, diretta e fondata dal dr. G.A. Morina,  rilascia un diploma di counselor psicobiologico con validità del tutto equivalente a quella delle scuole di Counseling tradizionale. Il percorso si svolge interamente on-line, al costo totale di € 1140.

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Per la quasi totalità della nostra vita, noi tendiamo a comportarci come se essa fosse un bacino di risorse cui attingere, e il nostro prossimo semplici strumenti utili per i nostri scopi.

Le convenzioni e i condizionamenti sociali, religiosi e culturali ci costringono a prendere in considerazione le esigenze altrui, ma anche quando lo facciamo, si tratta di una fatica improba, perché cozza contro la nostra natura di forme di vita spinte alla sopravvivenza di se stessi sopra ogni cosa. Il nostro prossimo è, a seconda dei casi e delle circostanze, un ostacolo o una risorsa per i nostri scopi. Quel che è certo è che non è oggetto di amore incondizionato, perché nulla nella nostra vita è privo di condizioni e di condizionamenti. Siamo quindi costretti dalla necessità a fare i conti con gli altri, a rispondere alle loro richieste e ad assumerci delle responsabilità nei loro confronti. Questo insieme di necessità si è rivelato premiante sul piano evolutivo: la nostra struttura biologica di mammiferi, inermi e indifesi per anni, destinati a morte certa senza l’assistenza e l’accudimento di qualcuno, ci ha portato a costruire una cultura dei legami affettivi che ha creato una rete di rapporti privilegiati regolati dal vincolo della discendenza genetica.

Proclamiamo con malcelato orgoglio il nostro amore per chi ci è più vicino sotto il profilo genetico, convinti di dare di noi un’immagine moralmente meritoria, quando, in realtà, non stiamo facendo altro che manifestare uno spietato egoismo (l’interesse verso la sopravvivenza e la diffusione delle informazioni contenute nei geni che abbiamo in comune) e uno spregevole disinteresse per tutti coloro che, pur bisognosi, non rientrino in questa schiera limitata di destinatari del nostro “amore”.

Tutto questo non vuole essere una critica di carattere moralistico al modo di concepire le relazioni umane, ma molto più semplicemente l’osservazione di un dato di fatto che emerge dallo studio della nostra evoluzione biologica. Accanto ad essa, però, si sta gradatamente facendo strada una evoluzione culturale in forza della quale i meccanismi coercitivi che dipendono dal nostro funzionamento biologico possono essere controllati e modulati dalla forza delle idee. Qualcuno (pochi, per la verità) comincia a rendersi conto che il nostro prossimo merita attenzione, solidarietà e aiuto indipendentemente dal vincolo di sangue, e che il fatto che  esso si trovi a migliaia di chilometri da dove viviamo, e in più abbia persino la pelle di un altro colore, non è un buon motivo per lasciarlo morire di fame, di stenti e di malattie,  preferendo spendere un patrimonio per far confezionare l’abito della prima comunione di nostro figlio, anziché utilizzare i nostri soldi per scopi sicuramente più utili e vitali.

Alcuni di noi vivono una vita privilegiata, nel senso che non hanno alcun merito per la ricchezza di risorse di cui dispongono. Fino a quando non giungeremo, se mai ci arriveremo, a una politica economica e sociale che realizzi una vera distribuzione delle risorse che tenga conto delle esigenze di tutti, riteniamo che esista un preciso obbligo morale che dovrebbe imporre di dedicare la propria vita a svolgere il proprio lavoro utilizzando al meglio le risorse che alcuni hanno a disposizione in più rispetto ad altri. Anche se ciò che facciamo per gli altri non è frutto di un soprannaturale amore disinteressato, esso è pur sempre un comportamento utile dal punto di vista adattivo, in quanto la nostra evoluzione ci impone di incrementare la nostra conoscenza e di realizzare obiettivi sempre più ambiziosi, la maggior parte dei quali richiede necessariamente la partecipazione e la cooperazione di più persone, se non di tutta l’umanità.

Il vero amore per il prossimo, se proprio insistiamo nel voler parlare di amore e non di spinte evolutive o di necessità psicobiologiche, è quello per tutto ciò che ci circonda, e che discrimina tra i destinatari delle nostre azioni positive in base a criteri di utilità e di efficienza, e non di legame genetico, tribale o culturale. Il nostro impegno deve essere rivolto, in altre parole, a una crescita della qualità della vita di tutti, e ciò che conquistiamo con fatica, sacrificio e impegno dovrebbe essere messo a disposizione di tutti coloro che ne possono beneficiare, perché possano a loro volta restituire al loro prossimo (che potremmo non essere noi) ciò che hanno avuto, arricchito e migliorato.

La scuola superiore di Counseling ad indirizzo psicobiologico  eroga in modalità a distanza il corso di Counseling ad indirizzo psicobiologico di durata triennale ma, previa autocertificazione, riducibile nel termine minimo di un anno.

La scuola rilascia un diploma di counselor psicobiologico con validità del tutto equivalente a quella delle scuole di Counseling tradizionale. Il percorso si svolge interamente on-line, al costo totale di € 1140.

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