Diventare counselor
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DIVENTARE COUNSELOR
Criteri, requisiti,   norme di regolamentazione e certificazione dell’attività di Counselor

 In conformità con le direttive in materia di professioni che operano nell’ambito sanitario, in quello psicologico e in quello della relazione d’aiuto, la definitiva regolamentazione legislativa delle nuove professioni potrà avvenire soltanto attraverso l’applicazione concreta dei criteri e delle norme che regolano l’esercizio delle attività che già sono state regolamentate dalle diverse leggi nazionali.

In attesa che tali professioni possono essere esercitate soltanto a seguito del conseguimento di un titolo di laurea specialistico (laurea di primo livello  triennale e laurea magistrale di secondo livello  biennale) tutti coloro che intendono esercitare legittimamente in conformità con le direttive di legge in materia devono fin d’ora attenersi ai requisiti e ai criteri che si applicano in ambito accademico a livello internazionale,  i quali garantiscono il cittadino in ordine ai seguenti punti:

  • il fatto che l’attività di counselor non costituisca un modo ingannevole e surrettizio di svolgere l’attività di psicologo, configurando la fattispecie di reato di esercizio abusivo della professione medica o psicologica.
  • Il fatto che l’attività di  counseling abbia per oggetto solo ed esclusivamente il sostegno alla salute e al benessere, e mai la cura di patologie, seppur con rimedi o strumenti naturali.
  • Il fatto che oggetto della disciplina devono essere soltanto tecniche e metodi i quali godano di sufficienti evidenze scientifiche,  e non consistano semplicemente nella ingannevole somministrazione di tecniche e rituali privi di fondamento scientifico e che configurano il reato di abuso della credulità popolare.

 I criteri generali di conformità alle direttive internazionali in materia di Counseling, secondo i criteri a le direttive adottate in ambito accademico internazionale sono i seguenti:

  1. Un percorso didattico costituito di un primo ciclo triennale (abbreviabile soltanto nei casi in cui lo studente possa ottenere la convalida degli esami previsti nel ciclo di studi)  il quale prevede un monte ore di 1800.
  2. Un percorso didattico-formativo costituito da una secondo ciclo biennale con un monte ore di 1200  all’interno del quale o a seguito  del quale diventa obbligatorio, solo per coloro che intendano esercitare la professione nell’ambito della relazione d’aiuto,
  3.  Un tirocinio di almeno 1000 ore costituito dall’insieme di differenti esperienze formative appartenenti a tutte le seguenti categorie di tirocinio:
  • Analisi di counseling individuale con un tutor
  • Attività di ricerca nell’ambito della relazione di aiuto svolto attraverso l’analisi di casi, interviste, indagini di mercato
  • Esperienza documentabile di assistenza e consulenza alla vendita o alla fornitura di servizi all’interno di palestre, centri estetici, centri benessere, vendita di integratori, prodotti erboristici, alimenti naturali, biologici dietetici.
  • attività di volontariato  documentabile all’interno di strutture pubbliche e private.

Piano di studi per la formazione del counselor:

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Cliccare sull’immagine per scaricare il video: che cos’è il counseling psicobiologico

 Il percorso didattico triennale che conduce al conseguimento del diploma di primo livello (in attesa della istituzione della specifica facoltà universitaria che rilascerà titolo di laurea di primo livello in sostituzione del diploma)  deve essere costituito di un numero di esami non inferiore ai 18  e da una tesi finale di circa 60 pagine.

Il percorso didattico formativo biennale che conduce al conseguimento del diploma di secondo livello (in attesa della istituzione della specifica facoltà universitaria che rilascerà titolo di laurea magistrale in sostituzione del diploma di secondo livello) deve essere costituito di un numero di esami non inferiore a 12 e da una tesi finale di circa 60 pagine.

Il materiale di studio fornito agli studenti deve essere costituito di un numero sufficiente di testi scientifici tale da giustificare il raggiungimento del monte ore di 1800 per il diploma triennale ed il 1200 per quello biennale.

Definizione e contenuti della disciplina:

L’insegnamento e la formazione in materia di counseling deve essere costituito da un impianto teorico documentabile verificabile costituito di manuali testi, raccolte di articoli scientifici e altra documentazione didattica che deve essere originale e dimostrare il fondamento scientifico dello specifico indirizzo di consulenza  cui la scuola si riferisce.  Le materie oggetto della didattica possono essere tutte quelle che riguardano lo studio del comportamento umano e quindi tutte le scienze naturali, umane, psicologiche e sociali. La formazione del counselor, tuttavia, deve fare riferimento esclusivamente a tecniche e sistemi non terapeutici in senso clinico, medico o psicologico, i quali devono rispettare i due seguenti limiti:

  1. Non configurare, nella maniera più assoluta, in maniera diretta o indiretta o attraverso l’utilizzo di terminologia ingannevole, alcuna forma di diagnosi o di cura di patologie di qualsiasi tipo e in qualsiasi forma vengano presentate.
  2. L’esclusione dall’ambito di attività del counselor di tutte quelle tecniche e sistemi terapeutici che si richiamano esclusivamente a tradizioni, dogmi o credenze non supportate scientificamente, la cui applicazione pratica configura il reato di  abuso della credulità popolare. Ciò significa che è possibile  e legittimo insegnare i fondamenti di medicine tradizionali o di pseudo medicine (medicina tradizionale cinese, iridologia, manipolazioni energetiche,  medicina quantistica, eccetera) ma costituisce un reato insegnare e praticare a scopo di cura di patologie tutte le tecniche che siano prive di sufficienti evidenze  legate sperimentazioni cliniche.

A garanzia del fatto ch eil counseling non venga insegnato come forma abbreviata e illegale di medicina o psicoterapia,  l’impianto teorico non può essere costituito solo di testi di autori   cui scuole di specializzazione in medicina o psicoterapia fanno riferimento ai fini della formazione di medici o psicoterapeuti, né la semplice sintesi di differenti indirizzi psicologici o psicoterapeutici.

Il metodo insegnato dalle scuole di counseling deve essere a sua volta un metodo originale e autonomo rispetto a quelli utilizzati dalle scuole di psicoterapia. Esso deve essere verificabile attraverso la produzione di testi e manuali specifici che ne illustrano le caratteristiche distintive rispetto a quelle di altre scuole e di quelle di psicoterapia in particolare.

 Ruolo e compito del counselor.

A garanzia del fatto che  l’attività di counselor non costituisca un modo ingannevole di praticare attività di cura di tipo medico,  ogni scuola di counseling  deve dotarsi di un proprio codice deontologico nel quale devono essere specificate espressamente le caratteristiche distintive  delle scienze della salute  da esse insegnate rispetto a medicina e psicologia, e il fatto che il counselor esclude dai suoi compiti quello della gestione di malattie e disturbi psichici, la fornitura di sostegno psicologico  e l’uso di tecniche di massaggio o manipolative. Il codice deontologico deve altresì fare riferimento alla documentazione dalla quale rilevare quali siano gli scopi dell’attività di counseling  in relazione alla cura della salute e del benessere, con indicazione delle specifiche autonome competenze e dei limiti di tali attività.

 Esami e tesi finale:

A garanzia della serietà del percorso didattico formativo e a tutela delle rispetto del legittimo interesse del cittadino a poter scegliere un terapeuta formato professionalmente in maniera documentata, gli esami, scritti o orali, devono essere forniti ciascuno di una specifica certificazione la quale deve contenere l’indicazione della Commissione d’esame (la quale deve essere costituita da un docente e un presidente) e dalla descrizione specifica dei contenuti delle lezioni cui l’esame si riferisce, nonché delle domande rivolte all’esame (in forma scritta o orale) allo studente, con la relativa valutazione della Commissione d’esame. Non può essere convalidato alcun titolo o alcun percorso didattico che non preveda queste specifiche garanzie e si limiti ad elencare soltanto gli esami sostenuti dallo studente.

I docenti che possono far parte della Commissione d’esame devono essere laureati, con titolo conseguito in Italia o riconosciuto espressamente in maniera documentata dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica, e svolgere l’attività di docenti in modo continuativo e documentabile da almeno 10 anni.

In attesa della definitiva regolamentazione definizione dell’attività professionale in oggetto attraverso l’istituzione di una specifica facoltà universitaria, l’esercizio dell’attività di counselor è regolato in maniera vincolante dagli articoli 2222 e 2226 del Codice civile relativamente all’attività di consulenza in quanto prestazione d’opera intellettuale.

Suggeriamo di diffidare di occasionali e transitorie operazioni legislative che attribuiscono ad associazioni private, anziché al Ministero dell’Università e della ricerca scientifica, forme di riconoscimento che non si attengano ai criteri sopra elencati, le quali non possono avere alcun valore vincolante e tanto meno imporre limiti allo svolgimento della attività di consulente della salute, il quale è una figura autonoma, disciplinata, insegnata e  certificata esclusivamente dall’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali UNIPSI,  e liberamente praticabile, per espressa disposizione di legge, senza alcuna autorizzazione da parte di enti o associazioni.

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