Scuola Superiore di Counseling Psicobiologico.
Scuola Superiore di Counseling Psicobiologico.

Scuola Superiore di Counseling Psicobiologico di Torino

L’eccellenza della professione di counselor, certificata da UNIPSI

scuola superiore di counseling psicobiologico L’esercizio della professione di counselor, come di ogni altra professione il cui esercizio non violi alcuna norma di legge, è libero e non richiede il possesso di alcun titolo o diploma “riconosciuto”.
Nonostante le scuole di counseling o di naturopatia abbiano tutto l’interesse economico a farvi frequentare per anni corsi che abiliterebbero all’esercizio di questa professione, essa, ripetiamo, è lasciata dalla legge alla coscienza individuale e al rispetto delle norme generali di comportamento e di deontologia professionale.
E’ utile, anzi indispensabile, esercitare tale professione solo se si è in grado di occuparsi seriamente e professionalmente della salute del prossimo (non certo di malattie, malessere, disagio psichico, come abusivamente praticano i counselor tradizionali), ma a tale scopo non serve un diploma “riconosciuto” solo da chi ve lo vende, quanto una seria competenza e formazione, certificata da un titolo privo attualmente di validità legale, ma che attesti tale preparazione.


scuola superiore di counseling psicobiologico Il Diploma di counselor psicobiologico è l’unico diploma che attesta l’acquisizione di conoscenze teorico-pratiche e di specifiche competenze nella cura della persona nella sua integrità, conformemente con quelli che sono i criteri direttivi che porteranno alla regolamentazione di nuove professioni in materia di benessere. È l’unico diploma che, in mancanza di riconoscimento legislativo specifico delle professioni  di cui sopra, tra cui il counseling e la naturopatia, attesta e certifica una competenza in materie che potranno essere oggetto di regolamentazione nell’ambito del riconoscimento di nuove professioni, in quanto scientificamente fondate su impianto teorico, metodo e codice deontologico autonomi. Solo la nostra Scuola  superiore di Counseling Psicobiologico, e quelle che si ispirano ai nostri insegnamenti, fornisce la preparazione e la formazione indispensabile per la cura professionale della salute, del benessere e della qualità della vita, perché strutturata in forma di consulenza scientifico-psicologica e non di pseudo pratica medica.

La tendenza incontestabile, a livello europeo e internazionale, è quella di riconoscere nuove professioni in materia di cura del benessere e della persona solo a seguito di un percorso didattico e formativo, ancora tutto da definire, di tipo universitario, e avente per oggetto solo ed esclusivamente materie e tecniche che siano riconosciute a livello internazionale come scientificamente fondate dalla comunità scientifica. Per rendersi conto di ciò, basti pensare a come molte professioni siano state trasformate negli ultimi anni in professioni che richiedono una laurea presso una Università, e non una scuola privata, come nel caso di infermiere, fisioterapisti, preparatori erboristici (ex erboristi), tecnici di laboratorio, logopedisti, igienisti dentali, ecc.

Inoltre, requisito indispensabile per la definizione e regolamentazione di una nuova professione è che le sue competenze e l’oggetto dell’attività professionale siano ben definiti e consistano in materie scientificamente supportate da evidenze a livello di pratica clinica e di letteratura scientifica internazionale.

A questo proposito, il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e Lavoro) si è espresso in questo senso: affinché si identifichi una professione, non è necessario che questa abbia un riconoscimento pubblico, ma quei requisiti che ormai rappresentano il quadro di riferimento internazionale: un sapere dai confini definiti, un sistema di formazione e di controllo della qualità, un corpus di norme etiche, funzioni orientate al cliente.( Si veda, in proposito, l’interessante intervento su: http://guide.supereva.it/naturopatia/interventi/2006/10/274595.shtml).

Il Counseling, a nostro parere, è nato e deve restare un insieme organizzato e definito di principi e di criteri di analisi e di cura della persona che deve avere per oggetto la qualità della vita, e non le patologie psichiche, i disturbi comportamentali e la anomalie che sono e devono restare oggetto esclusivo della cura medica, psichiatrica e psicoterapeutica. Al tempo stesso, il Counseling non può essere ridotto a un insieme di regole e di protocolli come avverrebbe se esso fosse insegnato in ambito universitario come una qualsiasi altra disciplina tecnica. Esso deve rimanere libero insegnamento, anche se è ovviamente auspicabile che la legge regolamenti, in genere, la materia relativa alla relazione d’aiuto e alla consulenza in tema di salute.

Per questo motivo, non esiste un Diploma di counseling “riconosciuto”, per quanto possa essere conseguito, sotto forma di Master, da parte di laureati in psicologia presso una Università statale, in quanto il Counseling, al pari di centinaia di altre professioni da sempre legalmente praticate, non gode del riconoscimento di una specifica legge dello Stato.

L’unica istituzione pubblica autorizzata a regolamentare l’esercizio di una professione attualmente non ancora esistente è il Ministero competente, a seguito di approvazione e applicazione di una legge dello stato (non certo una legge regionale) che riconosca, definendola e regolamentandone limiti e funzioni) tale nuova professione, purché in maniera specifica, come è per le professioni per le quali è previsto un Albo professionale, e non genericamente mettendo tutte le discipline del benessere in un unico calderone, come si cerca di fare ancora oggi a fini propagandistici con le patetiche proposte di legge sulle cosiddette “discipline bionaturali e del benessere”.

Ciò significa che per essere “riconosciuto”, un Diploma o una Scuola necessita di una legge dello stato che regolamenti la professione e di un percorso didattico formativo stabilito dal ministero competente. Affermazioni quali: “il diploma di Counseling della nostra Scuola è riconosciuto dalla tale federazione, o da altra Associazione”, senza specificare che tale riconoscimento non ha alcun valore legale di diritto pubblico, sono una ridicola presa in giro, perché non significano altro che i proprietari della Scuola di counseling garantiscono a titolo privato che il loro diploma è riconosciuto da essi stessi, tramite la federazione o l’associazione privata da essi stessi costituita, e non certo rappresentativa della categoria (la quale, lo ricordiamo, non esiste).

Si presti attenzione, poi, alla trappola della pubblicità ingannevole, con cui, enfatizzando il fatto che una certa scuola o associazione o università popolare, corredata di riconoscimenti e patrocini utili solo a scopo pubblicitario, è anche registrata presso enti pubblici o il Ministero della salute come organizzatore di corsi ECM, o di corsi riconosciuti dal Ministero dell’istruzione.

Attenzione, perché questo fatto non significa assolutamente che queste organizzazioni, sulla cui serietà avremmo molto da ridire, siano anche autorizzate a rilasciare titoli che riconoscano la professione di counselor, o che i diplomi da esse rilasciati abbiano un valore o una validità superiori ad altri, o persino che possano essere convalidati se e quando una legge riconoscesse la professione. Si tratta, evidentemente, di sistemi subdoli e al limite della legalità, oltre che della correttezza professionale, per giocare sull’equivoco e sull’ignoranza in materia dei più sprovveduti tra gli aspiranti counselor

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