Scuole di Counseling riconosciute. Da chi? – Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali Uni.Psi- Torino
Scuole di Counseling riconosciute. Da chi? – Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali Uni.Psi- Torino

Scuole di counseling riconosciute: da chi?

Scuole di counseling riconosciuteSe state cercando l’elenco delle scuole di Counseling “riconosciute”, rispondete prima di tutto, per favore, a questa domanda: riconosciute da chi, a che titolo, con quali qualifiche e a che scopo? La ricerca disperata di scuole di counseling riconosciute è uno degli elementi che caratterizzano l’interesse diffuso per il Counseling, visto come sicuro sbocco professionale da una grande massa di persone. Molte scuole di counseling, naturalmente, cavalcano con gioia questa ondata di interesse, magnificando i loro “riconoscimenti”, in forme diverse, riconoscimenti che esse si concedono da sole, con trucchi da abili ciarlatani. in realtà, ciò che la gente cerca è il riconoscimento legislativo della professione di counselor, nell’illusione che, se qualche scuola fosse abilitata a concederlo, si aprirebbero immediatamente le porte del mercato del lavoro. Quello che vi consigliamo, se davvero volete credere che esistano scuole di counseling riconosciute, non è di credere a quanto noi affermiamo, ma neppure a quello che vi raccontano le scuole di counseling: l’unico modo di assicuravi contro brutte sorprese è quello di rivolgervi a un legale competente e chiedere il suo parere: chi l’ha fatto, ha capito che il gioco della maggior parte delle scuole di counseling è solo quello di ingannare il prossimo.

In realtà:

1°: non esiste nessuna legge istitutiva e ordinatrice della professione di counselor, nè in Italia, nè all’estero. Affermazioni diverse sono menzogne, falsità, deformazioni della realtà messe in circolazione dalle scuole di counseling, per ovvi interessi economici.

2°: se questa legge esistesse, è evidente che in circolazione esisterebbero solo scuole di counseling “riconosciute”, perchè le altre, quelle che non avessero ottenuto tale “riconoscimento” non avrebbero clienti (come non li avrebbe un liceo scientifico non “riconosciuto” il cui titolo di diploma non avesse valore legale: chi si iscriverebbe a un tale liceo?).

3°: in Italia, come in quasi tutti i paesi del mondo, le professioni “riconosciute” sono solo quelle le cui competenze, ambiti di attività, limiti e diritti sono previste espressamente con apposita legge dello Stato. Nessuna legge regionale (la quale, come qualunque esperto legale può confermarvi, non può riconoscere una professione se questa non è riconosciuta dallo Stato), nè alcun riconoscimento di lauree straniere (non esiste nessun esame di counseling superato all’estero che sia stato mai convalidato in Italia presso una Università statale; non esistono lauree straniere in counseling riconosciute con legge dello Stato, si tratta sempre di truffe) può abilitare all’esercizio del counseling.

4°: i “riconoscimenti” cui si riferiscono le scuole di counseling non hanno nulla a che fare con il riconoscimento legislativo della professione di counselor, ma ingannano i potenziali clienti richiamandosi a corsi ECM (effettivamente riconosciuti, ma solo per determinate professioni, tra cui non c’è, ovviamente, il counseling), oppure ad accreditamenti o riconoscimenti presso Associazioni private o Federazioni da esse stesse istituite. le moltissime Associazioni che pretenderebbero di rappresentare , ognuna di esse a differenza delle altre, i counselor professionisti, sono solo Associazioni private il cui “riconoscimento” è un’atto del tutto privato, inutile al limite del ridicolo per accreditare, ufficializzare o “riconoscere ” una professione o un percorso formativo. Si pensi che esiste persino una sedicente federazione di scuole di counseling e di psicoterapia, la Faip, che, fin dalla sua costituzione, spaccia l’esistenza di un elenco di Scuole di psicoterapia ad essa aderenti, che non esiste, perchè nessuna Scuola seria di psicoterapia aderirebbe a tale organizzazione.

5°: Dal momento che le scuole di counseling  concedono da sole, a sè stesse,  tali riconoscimenti, il gioco consiste nel far credere che lil counseling sarà un giorno riconosciuto, e allora coloro che abbiano conseguito un titolo presso una di queste scuole “riconosciute” saranno automaticamente dichiarati ufficialmente “counselors”. Il problema è che anche questo gioco va avanti da trent’anni, e non c’è nessuna speranza che lil counseling sia mai riconosciuto dalla legge, se non nell’ambito delle professioni psicologiche (ma non c’è nessuna seria prospettiva o volontà al riguardo).

6°: Perchè una scuola sia riconosciuta, è necessario che la professione per la quale fornisce una formazione sia “riconosciuta” con legge dello stato. E’ quello che avviene per le professioni serie, come quella di avvocato, medico, psicologo, commercialista, ecc., per le quali la legge Italiana prevede l’istituzione di un Albo professionale e il superamento di un Esame di Stato (dopo una regolare laurea), ai fini dell’abilitazione, cioè il riconoscimento. Nulla di tutto questo nell’ambio del Counseling.

7°: Nonostante il “riconoscimento”, cioè l’abilitazione all’esercizio della professione, nessuno garantisce che tale titolo fornisca garanzie occupazionali. In un momento come questo, promettere sbocchi lavorativi per i counselors “riconosciuti” non è solo falso, ingannevole e riprovevole, è assolutamente delinquenziale.

8° Nessun paese al mondo ha mai riconosciuto espressamente il counseling come disciplina scientifica oggetto di specifici studi universitari, come testimonia anche wikipedia (esistono solo master universitari che insegnano un pò di tutto e non abilitano a niente,  o i titoli, assolutamente privi di ogni valore legale e “riconoscimento” rilasciati da università private straniere: si pensi a quanti sono i sedicenti psicologi laureati presso l’inesistente University of the Islands!!!).

9°: Dal momento che le scuole di counseling che si spacciano o che voi credete come “riconosciute” rilasciano titoli “riconosciuti” (!!!) da decenni, sarebbe ovvio che i loro diplomati dovrebbero essere, in gran parte, entrati nel mondo del lavoro come counselors, mentre quelli che hanno studiato in scuole che voi considerate come non “riconosciute” dovrebbero essere in enormi difficoltà. Questa non è la realtà dei fatti: quanti counselors professionisti conoscete? Fatevi dare gli elenchi di quelli che lavorano con regolare partita Iva dalle scuole “riconosciute”. Se sono riconosciute, che problemi avranno a fornirveli? Personalmente, conosciamo molti sedicenti Counselors che, privi di qualsiasi titolo legale, si spacciano come tali per avere frequentato, senza neppure completarli, corsi di counseling di vario tipo.

Il Counseling deve restare una disciplina slegata dai giochi di potere delle lobbies professionali, ma non può neppure cadere nelle mani di affaristi senza scrupoli che, spesso privi di titoli legali e di formazione seria in materia, suscitano nel pubblico dei consumatori aspettative infondate circa i possibili sbocchi lavorativi e persino la natura e la finalità dell’attività di counselor.

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